Ricordo, non molto tempo fa, in quello che adesso è il mio vecchio blog caduto in disuso, di aver scritto la parodia della canzone di Vasco Rossi 'Senza parole' per adattarla ad una delle mie devastanti esperienze catodiche. Non venne poi malaccio.
Del resto, io sono un misantropo. Il Misantropo Catodico, mi facevo chiamare. O più semplicemente Twilight.
Questo per spiegarci meglio.
Scrissi quella canzone dopo essermi svegliato da una notte piena di visioni di Sbarbara D'Urso che mi gridava 'vieni anche tu a fare triccheballacche' e di Malgioglio che mi minacciava brandendo una melanzana alla parmigiana. Una cosa spaventosa.
Mi svegliai di soprassalto per accorgermi di avere davanti un tale con la faccia da pomodoro bacato, non ricordo nemmeno bene chi cavolaccio fosse. Al che, ho urlato. Uh beh, a volte certe cose vanno concesse, no?
Bene, tempo due secondi e due trentunesimi e mi sono reso conto di avere davanti lo schermo della televisione accesa. Che cavolo. Al che, mi domando ad alta voce come accidenti abbia fatto ad addormentarmi davanti a questo scempio. qualcuno mi risponde 'perchè sei un autentico pirla'. Ci metto un po'a rendermi conto che nessuno poteva avermi risposto, poi vedo che è stato una cimice incastrata nella finestra che esala la sua ultima esalazione mefitica. Sono stato insultato da una cimice morente? Sto proprio messo da cani. E il peggio è che aveva anche ragione, merdola.
Insomma, tant'è che mi è uscita di getto quella rivisitazione del famoso pezzo del Vasco; che altro potevo fare? Nulla.
Però, la prossima volta, le cimici se ne stanno fuori dai coglioni.
Twilight