C’è chi si chiede ancora come abbia fatto uno come Sarkozy a conquistare una topolona come Carla ‘Volgarrre’ Bruni.
Topolona un cazzo, tanto per cominciare. Sembra la figlia dell’ex moglie di Sarkozy.
E poi, non è che sia tutto sto mistero…per fare cadere ai suoi piedi la spigolosa Carla, il buon premier non ha fatto altro che incantarla con il suo inimitabile aplomb condito con un pizzico di charme, senza trascurare il savoir-faire. Ma visto che, ora come ora, i francesismi mi fanno girare le mes deux sphères, mi spiegherò nel dettaglio. Pare che sia iniziato tutto in un locale notturno, dove Sarkozy si era recato dopo l’ennesima discussione con la moglie riguardante l’anello che lei sfoggiava al dito in ogni occasione possibile immaginabile. Lei riteneva che la facesse sembrare una groupie mancata del Rocky Horror Show; lui anche, ma forse a lui andava bene così. Fatto sta che in questo locale di infima categoria fosse capitata anche Carla, impegnata a promuovere la sua nuova canzone con un mini tour che avrebbe toccato tutte le bettole periferiche di Parigi. Quella sarebbe stata l’ultima, dopo il grande successo ottenuto fino ad allora: sette bottiglie vuote di Chardonnay farlocco, un generoso doccione di rum Pampero da parte degli astanti, e un numero incalcolabile di cubetti di ghiaccio infilati nei pantaloni per vedere se dimostrava un po’di vivacità in più. Il ciclopico vaffanculo rimediato da una spogliarellista di 50 anni che la accusava di averle occupato il palo da lap dance per usarlo come sgabello passò sotto silenzio. Nicolas e Carla si incontrarono così: lui vide lei e le scoccò uno sguardo ammirato; lei, mantenendo il suo aplomb, decise di ammaliarlo con una canzone provocante. Come risultato, emise un suono gutturale, steccò un accordo di chitarra e il suo tour finì con vergogna. Eppure fu l’occasione giusta per raggiungere quell’uomo affascinante al suo tavolo. L’atmosfera era già calda.
Carla si sedette accavallando le gambe e guardandolo con occhi socchiusi…ottima mossa. Ma Nicolas, da bravo politico e gentiluomo consumato, non si scompose nemmeno un istante. Carla fu favorevolmente impressionata da questo impeccabile signore, e seguitò a guardarlo negli occhi facendo schioccare la lingua un paio di volte. Nemmeno questo fece perdere la flemma all’inappuntabile Nicolas il quale, dall’alto della sua rigida buona educazione, non aprì bocca. Allora Carla tentò il tutto per tutto: fece cadere apposta dal tavolo una forchetta e fece per raccoglierla. La forchetta si piantò sul piede di un astante, ma questo, vedendo la situazione, urlò di dolore dentro una mastella di cocktail spritz, giusto per non rovinare il momento al premier. Carla allora si chinò a tirare su la posata, mettendo bene in mostra il posteriore levigato…ma niente. Sarkozy non fece una piega.
Convinta finalmente di aver trovato il gentiluomo per lei, elegante, compassato e mai volgare, chiamò il cameriere per farsi portare da bere. Quindi costui chiese anche al premier cosa volesse ordinare, ma Nicolas sembrava distratto a guardare Carla. Dunque il cameriere glielo chiese di nuovo, e stavolta Sarkozy rispose:
“Gradirei un succo di patata con una scorza di l’imene.”
E da qui al matrimonio, il passo è breve, no?
Twilight
È di pochi giorni fa la notizia che Riccardo Scamarcio è venuto alle mani con una giornalista RAI colpevole, a quanto sembra, di averlo braccato durante una serata in discoteca mentre faceva il dj. Lesa maestà?
Ah beh…non so perché, ma non mi stupisco affatto. E credo di avere anche individuato il motivo di tanto livore, o almeno mi sono fatto qualche idea:
- sua Scamarcità voleva tenere nascosto ai media il suo prossimo ruolo, ovvero un dj di nome Step invischiato nei loschi traffici mafiosi e segretamente innamorato di una ragazza che lo odia perché, durante la sua dichiarazione d’amore, si è soffiato il naso coi suoi Tampax.
- sua Scamarcità è segretamente innamorato della giornalista RAI, ma ormai non è più capace di dimostrarlo in maniera diversa: per lui, un bacio è l’apostrofo rosa tra uno spintone e un vaffanculo.
- sua Scamarcità ha saputo dal suo agente che la figura del duro va per la maggiore con le ragazzine, e poi non poteva essere certo da meno dei capricciosissimi divi hollywoodiani che gonfiano i paparazzi e si incazzano con i giornalisti.
Ne ho dette tre, che ne dite, quale scegliamo?
Twilight
Merdola, che cavolo…stamattina mi sento Mel Gibson quando viene fermato per guida in stato di ebbrezza. Confesso che avrei chiamato ‘sugartits - tette di zucchero’ anche la mia gatta. Bah, vamolà con la cronaca di una notte surreale.
Ore 20:30 – allo stand delle piadine
Le mie iniziali intenzioni di passare in rassegna gli stand dello sbaracco (negozi di vario genere che vendono, svendono e svandono a prezzi da sparo la merce di troppo) muore sul nascere: è iniziato da un’ora e già è stato pulito. Pazienza.
Non ho trovato un cane che venisse con me. Tanto peggio, esco con mio fratello, e poi chi s’è visto, s’è visto. Di gente ce n’è, ma ancora il caos non è di casa. Ma è ancora presto. Direi che per me una piadina farcita con tanto di bibita va benissimo.
Ore 20:50 – sempre allo stand delle piadine
Diciamocelo: piadina e bibita gassata sono un’ottima accoppiata, se non ti crea problemi sapere che per la prossima ora rutterai come un macaco. Mi sento un tantinello a disagio in mezzo a tutta questa gente. Soprattutto quando cerchi di reprimere i rutti: ho come l’idea che tutti conoscano il colorito calendula che assumo in queste situazioni. Merda.
Ore 21:05 – ancora in quel cavolo di stand
Mio fratello è scomparso dentro un nugolo di ragazzi che si muovono ‘a nuvola’. Non so se essere contento per lui o se affogarmi nella gelatiera dello stand dolciario. Decido di lasciar perdere la gelatiera, non sono un patito dei dolci. Mettiamoci in cammino, va’.
Ore 21:15 – nei pressi di un chiosco poco lontano
Stanno sicuramente scherzando: ho di fronte un complessino musicale tra i tanti che stanotte riempiranno le strade della città…io amo moltissimo la musica ma, per quanti sforzi faccia, non riesco a capire cosa cazzo stiano strimpellando. Il cantante sembra Cesare Cremonini dei Lunapop dopo che qualcuno gli ha strappato un coglione. Se anche gli altri sono così, sono fregato.
Faccio per andarmene, ma vedo appena in tempo quella che era la mia ex regista di quando facevo i musical. Eh no, non è il caso di farsi vedere. Vecchia ruggine. Devo dire che l’escamotage di spacciarsi per un membro della band per passare dove loro suonano e così facendo andarmene senza essere sgamato, funziona. Ovvio, io non suonavo né cantavo, ma chissà come, nessuno ha notato la differenza.
Ore 22:00 – dall’altra parte della città
Ora, io non so come e perché ma, per dirla come forse la direbbe mio padre, c’è stato l’indulto della gnocca. Non ho mai visto tante belle ragazze in giro tutte insieme per questo cavolo di città. Secondo me, per tutto il resto dell’anno, stanno chiuse in qualche armadio sotto naftalina. Poi mi viene da chiedermi: tutte queste qui sono fidanzate o sposate, e io sono solo come una lumaca. Forse c’è un nesso, ma preferisco non chiedermelo. Bah.
Ore 22:12 – sono preciso perché stavo guardando l’ora
Un uccello ha fatto la cacca sul mio cellulare. Diavolo. Per fortuna la gente è tanta e nessuno ci bada se qualcuno ti strofina addosso qualcosa.
Ore 23:05 – di fronte ad una gelateria
La mia speranza di trovare in giro complessini musicali decenti è vergognosamente sfumata: ne ho trovati almeno una decina, tutti uguali. Ragazze o donne che cantano, un tastierista e voci tutte identiche. Neanche belle. Mondo boia. Resisto alla tentazione di spiattellare sul grugno un triplo cono multigusto polenta alla cantante fuori dalla gelateria ed entro, ho una sete della malora.
Bestia della miseria! Ci saranno settanta persone in cinque metri quadri di locale! Sfrutto al meglio il mio profilo non propriamente largo e riesco ad arrivare ad un angolo del bancone, dove una vecchia sta cercando di attirare l’attenzione del gelataio. Sputa versi, parolacce e schifezze per alcuni minuti, s’incazza come una biscia, poi riesce a parlare col gelataio e si scorda cosa voleva chiedere. Ma fnirò pure io così? Riesco a ordinare pure io e mi accorgo che la granita la melone è un’ottima arma spartifolla, specie se la brandisci dalla parte della cannuccia.
Ore 23:30 – gli eclettici
Mentre vago mi sento toccare su una spalla, poi qualcuno mi dice: “Vecchia canaglia!” Lo riconosco, c’è una sola persona al mondo che mi chiama ancora così. Ah, ho trovato un gruppetto di persone che conosco, fortunatamente sono pure ottimi tipi, anche se si tratta di genitori di miei amici. Mi trattengo parecchio, nel frattempo uno scrittore sta presentando in musica il suo nuovo libro a pochi passi da me. Quando mi accorgo che sembra un emulo di Federico Moccia, mi tiro uno schiaffo in fonte e mi metto a parlare di salsa Worchestershire con uno del gruppo. Era più interessante.
Ore 24:30 – in piazza
Cazzarola! Non si riesce a fare due passi filati senza sbattere contro qualcuno. I miei piedi lunghi sono quelli che più ne risentono, meno male che ho messo gli zoccoli. Ho incontrato pure i miei genitori, ma poi me ne sono tornato per i fatti miei. Una ragazza alquanto intraprendente mi si piazza davanti nella speranza di poter fendere la folla e passare, ma il mio metro e ottantatrè contro il suo metro e sessantacinque scarso (a occhio e croce) ha fatto la differenza, anche se la sensazione non era male quando ha sbattuto con le tette.
Ore 24:45 – di fronte allo stand di un bar
Sete. Ho sete. Ho bisogno di una bibita. Cavolo,la barista ha le labbra a culo di scimpanzè.
Ore 1:25 – non ricordo bene dove
Mi sveglio in un mare di saliva. Ho la bocca impastata e mi lacrimano gli occhi. Devo essermi assopito quando mi sono seduto, ma non dovevo essere molto in me, altrimenti non mi sarei seduto in mezzo alle cacche di uccello. Non ho nemmeno bevuto alcolici dato che non mi piacciono, e allora perché vedo due agghiaccianti imitazioni di dark che gesticolano da due leggii mentre davanti a loro si contorcono tre ragazze tristissime? Che cazzo mi hanno dato da bere?
No, un secondo. Questi sono un gruppo di miei amici che si esibiscono per strada.
Che cazzo gli hanno dato da bere?
Ore non le so – mi arrendo
Non ho ritrovato mio fratello, ma forse è meglio così. Devono essere le tre, o giù di lì, stanno smontando in varie parti. Basta, me ne torno a casa. Ho fatto dell’altro, ma non mi ricordo bene. Questa notte però qualcosa è successo: è nato un nuovo personaggio. Penso che lo proporrò anche qui, perché no. Tanto ormai lo sputtanamento è di casa.
Aloha.
Twilight