lunedì, 07 gennaio 2008, ore 13:49

Lindsay Lohan dopo essersi gettata sul lavoro‘A me farebbe schifo passare una notte di sesso con Lindsay Lohan.’

Questo il commento a caldo del sottoscritto (non frantendete eh, è solo che mi scoccerebbe un tantinello andare a letto con una ragazza e ritrovarmi al mattino con l’ematocrito a 120 solo perché l’ho toccata. Per tacere del fatto che forse le prigioni americane sono pure abbastanza scomode) dopo le ultime sulla merdodiva che sta cercando disperatamente di superare Britney ‘BongoBong’ Spears e Miss ‘MelioCambiareNo’ Paris Hilton in quanto ad abbonamenti per cliniche disintossicanti e compagnia bella.

Eppure, la brava Lohan ha ancora alcune frecce imbevute di alcol al suo arco, e non solo. Lei, donna navigata nella vodka, ancora attivissima sessualmente; lui, Riley Giles, snowboarder con un debole per la tequila al posto del Gatorade, sono una coppia insoddisfatta. Lui non lo conosce nessuno, quindi problemi non se ne fa, ma lei è decisa: vuole girare pagina e cambiare vita, gettandosi a capofitto sul lavoro. Il lavoro in questione si chiama Heath Ledger, il quale, vedendo la Lohan che si getta a capofitto su di lui, prende al volo l’occasione (oltre all’agilissima Lindsay) e se la lavora per bene. Al povero Riley non resta che accontentarsi di tutti i videotapes da lui girati durante i pochi mesi passati con l’amore della sua vita (ehh, le donne tutte lavoro e niente casa), nonché di una buona scorta di rum Pampero. Tanto ormai la clinica per la disintossicazione è un ottimo luogo per cucadores.

Che dite? Questa storia ricorda un film?

Che caso, eh?

Bene, direi che adesso vado a gettarmi anche io sul lavoro. Peccato che il mio sia un lavoro manuale. Ok, artigianale.

Twilight

Irenicus
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categoria : il misantropo catodico, cinema dannato





mercoledì, 26 settembre 2007, ore 16:08

Lo ammetto, ho voluto rovinarmi più di quanto non lo sia già, ma ogni tanto mi piace fare queste cose, specie quando so di potermi divertire come un rospo.

Di che sto parlando? Momentino, ci arriviamo.

Non molto tempo fa, l’intera crème de la crème del cinema italiano si indignò enormemente per una semplice opinione espressa da Quentin Tarantino (‘il cinema italiano attuale mi deprime’, disse in sostanza), opinione che tra l’altro mi trova pure abbastanza d’accordo…apriti cielo! L’avesse mai detto! Una bagarre senza precedenti.

Ebbene…io ho detto di essere abbastanza d’accordo, ok, ma…tutto questo casino, non è che magari, eh…insomma, per dirla breve, dato che queste sono le situazioni che invariabilmente mi mettono i dubbi addosso, ho voluto rinfrescarmi la mia cultura cinematografica italiana e fare io stesso un confronto. Film dell’era tanto cara a Tarantino, film di adesso; visione alternata di una lista di titoli scelti e via andare. Chi avrà ragione?

Giornata nera per l’Ariete (1971)

Giallone con intreccio stile Agatha Christie in salsa amatriciana con Franco Nero e la sua immancabile bottiglia di J&B nella parte del detective. Ok, d’accordo, potete smettere di ridere adesso…posso dire di essermi pure svagato a vederlo: non è malaccio come giallo e ha stile. Tuttavia, credo che il buon Quentin avrebbe apprezzato solo fino a un certo punto: di sangue e violenza ce n’è poca (a parte la classica scazzottatona finale durante la quale mi sembrava di assistere a un film di DragonBall), i personaggi sono piuttosto intensi e il trash è quasi assente. Per lui, un buon colpevole sarebbe potuta essere la bottiglia di J&B.

Notte prima degli esami (2006)

Diciamocelo: io, la fatidica notte prima degli esami, ho dormito come un bradipo. La stessa cosa ho rischiato di fare durante il film, anche se i miei picchi d’attenzione schizzavano quando compariva Giorgio Faletti che faceva lo stronzo. Per il resto, la trama la potete immaginare anche se non avete visto il film…trama, poi…Notte prima degli esami oggi non ho finito di guardarlo perché credevo di aver messo su due volte lo stesso film e l’ho staccato prima della fine. Ah, nota: se Cristiana Capotondi rappresenta la ‘bella’, io sono George Clooney. Punto. E adesso, portatemi un Martini.

I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973)

Tralasciamo il titolo da film di Alvaro Vitali, questo è praticamente un precursore dello slasher movie: assassino invisibile, gruppo di donne rinchiuse in una casa solitaria, macello e duello finale. Movente? Praticamente non c’entra una cicca frusta. Personaggi stereotipati? Al punto da avere un bisogno quasi fisico di Ingmar Bergman. J&B? Come può mancare? Ma va bene così! A Quentin piacerà di sicuro, anche se so che avrebbe fornito l’assassino di lama retrattile nascosta nel culo.

Tre metri sopra il cielo (2004)

Federico Moccia scrive libri anche dietro i biglietti del cinema. Sono giunto a questa conclusione dopo il finale del film; non mi soffermo sulla trama, la si può leggere a puntate dietro le cartine dei baci Perugina, ma i nome dei protagonisti meritano: STEP, GIN, POLLO, BABI, PALLINA, PEPITO…poi uno pensa che i nomi degli attori siano sicuramente meglio. Eh, come no: SCAMARCIO. Per il buon Quentin avrei un suggerimento: un remake americano con il dj Bu$ che uccide tutti a colpi di katana tripla lama e mitra a sette canne rotanti montato nel piano da scratch…e il duello finale con Step stile Kill Bill. Come dire, Step-by-Step.

Per il momento possono bastare, direi. Non so voi, ma io dopo questo ho deciso chiaramente a chi dare ragione.

Qualcuno non è d’accordo? Fuori il GIN, due STEP avanti, fuoco con la PALLINA, dagli addosso al POLLO.

Twilight

Irenicus
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