GREGARIO: Maestro, mi reco a te con grandi dubbi che attanagliano…
POVEROTELE: Ti ho detto di parlare come mangi, coglione.
G: Si…vedi, ho pensato a quelo che mi dicesti sul Grande Fratello, e avevi come sempre ragione…
P: Ovviamente.
G: Ma ecco…io mi domando: possibile che ogni anno la gente all’interno della fatidica casa sia sempre peggiore?
P: E quale sarebbe il dilemma? Cosa ti aspettavi?
G: Qualcosa di meglio, insomma…e anche fuori, quelli che lo seguono, sembrano diventare tutti deficienti…
P: Allievo imbecille, possibile che tu non l’abbia ancora capito? Il Grande Fratello è come una di quelle magliette griffate con le scritte davanti e dietro. Davanti c’è scritto ‘Sono una persona perbene’, e dietro c’è scritto ‘E tutti gli altri sono delle grandissime teste di cazzo’.
Twilight
Sono un misantropo, è vero. Però non mi astengo dal fare gli auguri alle rappresentanti del gentil sesso.
Anche perché nemmeno quest’anno mi è stato chiesto di fare spogliarelli nei locali.
Né tantomeno al mio socio.
Non avete idea della fortuna che avete avuto.
Twilight
Premetto: a me piace Zucchero. Mi piace fin dai tempi delle sue primissime canzoni, anche se ammetto pure che non facevo molto caso a cosa cantasse in realtà.
In che senso?
Ecco…dopo aver sentito una delle sue canzoni più recenti, mi sono posto la seguente domanda: quest’uomo è afasico?
No, o almeno non solo. Mi spiego: uno dei suoi pezzi risalenti a un anno o due fa, ovvero Bacco Perbacco, partiva così: Ci vuole qualche cosa, qualche cosa di più, ci vuole un po’di pushing pushing quando il sole va, il sole va giù. Ora, io non dico che ogni canzone debba avere un testo degno di un componimento poetico o cose simili, ma un senso almeno…però è Zucchero, e io ho pensato che magari ci fosse un significato metaforico. Ho glissato pure sul fatto che l’unico significato possibile rasentasse lo sconcio, ma tant’è. Solo che andando avanti con la canzone la situazione non migliora: c’è questo cavolo di sole che va su e giù, e ogni volta ci vuole qualche cosa di più, tipo il catching funky, il mercy, e addirittura l’Ave Maria. Ma il meglio arriva col ritornello: Baby don’t cry, make it funky, pane e vino io ti porterò, miele e Venere su dai campi che c’ho l’anima nel fondo del Po.
Questa mi sembra l’ultima visione di un LSD-dipendente prima di buttarsi nel Po, ma potrei sbagliarmi.
Tuttavia, a parte le visioni mistiche e la ormai totale incomprensibilità dei testi, mi sembra di capire che il buon Zucchero voglia andare a parare in una sola direzione. Quale sia è presto detto:
il primo esempio è appunto l’inizio di Bacco Perbacco;
il secondo è un passo di Baila, ovvero ‘Vai chicca vai cocca che mi sa cocca che questa sera qualche cosa ti tocca, ho un cuore d’oro sai il cuore di un santo, per così poco me la merito tanto’ Qualche dubbio sul cosa si meriti?
Infine (ma potrei anche andare avanti) c’è quella chicca di trasheria che è Il grande baboomba, che in un passo suona così: cala la mutanda, olè, il grande baboomba è per te. Non lascia molto spazio all’immaginazione, vero?
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