Lo ammetto, ho voluto rovinarmi più di quanto non lo sia già, ma ogni tanto mi piace fare queste cose, specie quando so di potermi divertire come un rospo.
Di che sto parlando? Momentino, ci arriviamo.
Non molto tempo fa, l’intera crème de la crème del cinema italiano si indignò enormemente per una semplice opinione espressa da Quentin Tarantino (‘il cinema italiano attuale mi deprime’, disse in sostanza), opinione che tra l’altro mi trova pure abbastanza d’accordo…apriti cielo! L’avesse mai detto! Una bagarre senza precedenti.
Ebbene…io ho detto di essere abbastanza d’accordo, ok, ma…tutto questo casino, non è che magari, eh…insomma, per dirla breve, dato che queste sono le situazioni che invariabilmente mi mettono i dubbi addosso, ho voluto rinfrescarmi la mia cultura cinematografica italiana e fare io stesso un confronto. Film dell’era tanto cara a Tarantino, film di adesso; visione alternata di una lista di titoli scelti e via andare. Chi avrà ragione?
Giornata nera per l’Ariete (1971)
Giallone con intreccio stile Agatha Christie in salsa amatriciana con Franco Nero e la sua immancabile bottiglia di J&B nella parte del detective. Ok, d’accordo, potete smettere di ridere adesso…posso dire di essermi pure svagato a vederlo: non è malaccio come giallo e ha stile. Tuttavia, credo che il buon Quentin avrebbe apprezzato solo fino a un certo punto: di sangue e violenza ce n’è poca (a parte la classica scazzottatona finale durante la quale mi sembrava di assistere a un film di DragonBall), i personaggi sono piuttosto intensi e il trash è quasi assente. Per lui, un buon colpevole sarebbe potuta essere la bottiglia di J&B.
Notte prima degli esami (2006)
Diciamocelo: io, la fatidica notte prima degli esami, ho dormito come un bradipo. La stessa cosa ho rischiato di fare durante il film, anche se i miei picchi d’attenzione schizzavano quando compariva Giorgio Faletti che faceva lo stronzo. Per il resto, la trama la potete immaginare anche se non avete visto il film…trama, poi…Notte prima degli esami oggi non ho finito di guardarlo perché credevo di aver messo su due volte lo stesso film e l’ho staccato prima della fine. Ah, nota: se Cristiana Capotondi rappresenta la ‘bella’, io sono George Clooney. Punto. E adesso, portatemi un Martini.
I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973)
Tralasciamo il titolo da film di Alvaro Vitali, questo è praticamente un precursore dello slasher movie: assassino invisibile, gruppo di donne rinchiuse in una casa solitaria, macello e duello finale. Movente? Praticamente non c’entra una cicca frusta. Personaggi stereotipati? Al punto da avere un bisogno quasi fisico di Ingmar Bergman. J&B? Come può mancare? Ma va bene così! A Quentin piacerà di sicuro, anche se so che avrebbe fornito l’assassino di lama retrattile nascosta nel culo.
Tre metri sopra il cielo (2004)
Federico Moccia scrive libri anche dietro i biglietti del cinema. Sono giunto a questa conclusione dopo il finale del film; non mi soffermo sulla trama, la si può leggere a puntate dietro le cartine dei baci Perugina, ma i nome dei protagonisti meritano: STEP, GIN, POLLO, BABI, PALLINA, PEPITO…poi uno pensa che i nomi degli attori siano sicuramente meglio. Eh, come no: SCAMARCIO. Per il buon Quentin avrei un suggerimento: un remake americano con il dj Bu$ che uccide tutti a colpi di katana tripla lama e mitra a sette canne rotanti montato nel piano da scratch…e il duello finale con Step stile Kill Bill. Come dire, Step-by-Step.
Per il momento possono bastare, direi. Non so voi, ma io dopo questo ho deciso chiaramente a chi dare ragione.
Qualcuno non è d’accordo? Fuori il GIN, due STEP avanti, fuoco con la PALLINA, dagli addosso al POLLO.
Twilight
Non so perché, ma l’ultima cosa che avrei pensato è di riuscire a invidiare mia nonna, quasi novantenne con badante.
Twilight
Il mio rapporto con l’intelligenza omologata? Incertamente altalenante.
Suona malissimo, eh beh.
Non molti giorni fa, un mio amico (per così dire) noto genio, mi ha gentilmente fatto notare per l’ennesima volta la mia preoccupante tendenza alla paranoia. Io, stanco di sentirmi rinfacciare la mia vera natura, gl ho risposto chiaro e tondo che la sua era una fisima bella e buona. Lui, senza scomporsi, mi ha risposto:
“Non devi dire queste cose! Se poi la fisima mi viene davvero e muoio, voglio vedere cosa fai!”
Credo che, nel suo caso, ne sarei contento.
Twilight
ALLIEVO GREGARIO: Maestro Poverotele, sommo tra i Profeti del Tubo Catodico e non, primo tra i primi degli ultimi arrivati, ho bisogno di un’illuminazione!
POVEROTELE: Parla come mangi, idiota.
G: Ho un problema che mi tormenta.
P: Dimmi, dunque.
G: Da molti anni imperversa ormai il re di tutti i reality, il programma che tutti non vorrebbero più vedere eppure guardano ancora…
P: Il Grande Fratello?
G: Quello, Maestro! Il dilemma è che, viste le tipologie dei concorrenti, le sfide settimanali, le personalità dei partecipanti…
P: Arriva al dunque.
G: Si, ecco…considerato tutto questo, davvero potremmo vedere una nuova edizione?
P: Probabile.
G: Ma come! Sembra che adesso, tra i vecchi concorrenti e Mediaset non tiri buona aria…
P: Beh, nemmeno io faccio scoregge profumate.
Twilight
Il vantaggio di tenere un blog in due è che, talvolta, uno fa notare all’altro qualcosa che gli sfugge.
In questo caso, il mio socio ha attirato la mia attenzione su un certo articolo firmato Eugenio Scalfari, uno dei tanti scritti sul Vaffanculo Day. Se volete sorbirvelo, questo il link:
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/grillo-v-day/invasione-grillo/invasione-grillo.html
Da dire ci sarebbe tutto e niente, ma visto che la maggior parte delle puttanate se le è dette da solo, io non aggiungerò molto. Giusto una o due paroline su altrettante cosette, tipo i tre obiettivi del Vaffanculo Day:
- Tutti i cittadini che concorrono a cariche elettive debbono essere scelti attraverso regolari elezioni primarie preliminari. In sostanza accoglie il principio, per poi affossarlo subito dopo attaccandosi a un’asserzione dello stesso Grillo su Pannella e Di Pietro. Dice che non è logico, ma detta così suona come ‘ho pigliato la prima cosa che mi consentiva di essere contro, tanto la mia badante non parla italiano’.
- Divieto per i membri del parlamento di farne parte per più di due legislature. La definisce testualmente una ‘sciocchezza’, per poi lanciarsi in una filippica sulle esperienze preziose e sulla libertà di voto. Che volete farci, è rimasto senza Gerovital, pora stella.
- Impedire ai condannati fin dal primo grado di giurisdizione di far parte del parlamento. Lo definisce ‘a prima vista ineccepibile’, poi sciorina una serie di cavilli e girate giuridiche mettendo in risalto (forse senza nemmeno rendersene conto) anche buona parte degli spaventosi buchi del sistema giuridico. Come dire, non ci basta far finta che vada tutto bene, prendiamo pure altre cazzate per avvalorare la nostra tesi.
Certo, ognuno è libero di pensarla come gli pare, ma io penso pure che tutto questo è stato detto, con tanto di citazioni che si sprecano, da un uomo di 83 anni che non molti anni fa aveva detto e scritto testuali parole: ‘Berlusconi ha il grandissimo merito di aver sdoganato i fascisti, compiendo così una nobile mossa in favore della democrazia e dei suoi valori’.
Da uno così, che cavolaccio vi aspettate?
Twilight
AIR ACTION VIGORSOL, mi dice lo schermo della tv.
Uno scoiattolo che schizza, una gomma e via con una tirata a gas che ghiaccia tutto.
A restare ghiacciati devono essere stati anche quelli della censura, non faccio acronimi (MOIGE? Chi ha detto MOIGE? Qualcuno ha sentito parlare di un cetto MOIGE? Io non so chi sia questo MOIGE), dato che sempre di loffe si trattava.
Detto fatto, pubblicità ‘alleggerita’: tempesta di gas refrigeranti sforbiciata, peto finale bippato.
Se non fosse che, due sere fa, trasmettono questa pubblicità due volte di fila…una integrale e una tristemente censurata.
Nemmeno nelle loro stronzate catodiche riescono ad essere coerenti.
Aloha
Twilight
Noto con piacere che il mio collega (partner mi suonava un po' .. ) si è dato da fare in questo periodo di tempo. D'altronde è il suo mestiere scrivere, non il mio. Il mio è piuttosto fare l'uomo "poco di mondo" come mi descrive lui, e quindi non mi resta che impersonare questa mitologica figura con cui Egli (è sempre lui, il mio collega, ma mi piace cambiargli nome ogni tanto) mi disegna.
Ebbene come dicevo non è il mio mestiere scrivere, però mi piacerebbe provare a stuzziacarlo un po' , come se già non fosse produttivo per conto suo, con qualche curiosità proveniente da fuori Italia. Non che questo in fondo faccia tanta differenza perchè, come si dice, "tutto il mondo è paese", alla fine diversità sì ma le cose non cambiano poi di tanto. Finchè si resta in Europa almeno. Questa è la mia esperienza, naturalmente.
Inserisco una foto scattata a Copenhagen alcune settimane fa e, aggiungo, che non è l'unico esempio che potrei portare di questo fenomeno. E' ormai una moda, che io ritengo piuttosto strana per non dire di peggio.
E non mi chiedete a cosa mi sto riferendo..l'immagine mi sembra abbastanza chiara..!
Non mi si vede, ma sto ridendo come un coglione.
Perché?
Semplicissimo: ho in mente quei tre-quattrocento (diamogliela lunga) cosiddetti ‘alunni modello’ che molto spesso si trovano alle scuole superiori ignari di tutto questo. Ovviamente, io parlo per esperienza personale, magari in altri posti funziona diversamente, ma ho idea di no, visto l’ambiente.
Di che parlo?
È presto detto. Questa gente (e fidatevi che ce ne sono tanti) passa i normalmente cinque anni di scuola superiore intenta a fare principalmente alcune cose, ovvero:
- fare in modo che il sorriso non manchi mai dalla loro faccia da cialtroni, specie davanti a un professore, nemmeno se quest’ultimo sta dicendo loro ‘Grattami il culo, mi ha punto una zanzara qui’.
- fare in modo che il suddetto culo sia sempre e comunque lustro. Metti la cera, togli la cera.
- evitare in ogni modo di prendere voti più bassi di 8 ½ , minimo 8; in casi limite, si possono sempre inscenare crisi di nervi miste pianto, di solito funziona.
- evitare altrettanto accuratamente che qualcun altro prenda il loro posto. Due galli in un pollaio? Non sia mai! In casi limite, possono sempre unirsi e fare una persona sola, nessuno si accorgerà della differenza.
- fare regolare rapporto ai genitori orgogliosi nel bene e nel male: soliti ottimi voti uguale solite lodi decantate ai quattro venti; presunte irregolarità? Pubblica gogna! Inutile poi recriminare sul fatto che, due ore prima, anche il suddetto denunciatore magari aveva messo una cavalletta infoiata nel caffè della preside: la sua parola vale di più.
- annullare la propria vita sociale diventando acido come una merda o facendo il simpaticone irraggiungibile. In casi simili può capitare che il soggetto in questione rifiuti di uscire perché tra sei settimane c’è un compito in classe.
- millantare, o sbandierare, conoscenze importanti. Se anche si tratta del fratello del cognato del cugino dell’amica della sorella del figlio di secondo letto dello zio di uno che un giorno ha incontrato per caso un professore, è ben accetto.
- partecipare attivamente a tutte, e dico proprio tutte, le attività extrascolastiche e affini. Il più dell volte, se interpellato, il soggetto lascerà trasparire che non sta capendo una cicca frusta di quello che sta facendo, ma lo fa sempre benissimo. E poi nel curriculum scolastico vale sempre.
Potrei scendere anche nei particolari, ma vi annoierei. Arriviamo quindi al punto. Questa gente si svena e si annulla per riuscire a prendere un 9 o anche un 10 in un qualsivoglia compito in classe, e si sa poi come va a finire. Lo sanno benissimo anche loro. Quello che non sanno è dove vanno a finire poi qusti tanto sudati compiti, composti con la cura che si metterebbe nella stesura di un romanzo.
Nessuno lo sa?
Io adesso si. Ho qui con me due o tre pacchi di compiti in classe vecchi di anni (e nemmeno di tanti anni) sui quali troneggiano dei bei 10, 9, 8, ma anche dei 5 e 6. No, non sono certo miei. Dove li ho trovati?
Gettati alla rinfusa in alcuni scatoloni umidi nella soffitta di una vecchia sede scolastica abbandonata.
Che bella fine per questi tanto ambiti voti, eh? E questo conferma la mia domanda a certa gente ma ne vale davvero la pena?
Meditate, meditate…e se vi capita, passate parola.
Aloha
Twilight
Sono appena tornato dal Vaffanculo Day.
Già. Anche un misantropo come me non ha voluto mancare. E ovviamente ho dato la mia adesione firmata.
I particolari li lascio al blog di Beppe Grillo o a chi come me c’è stato.
La prossima volta però, il parabrezza me lo faccio lavare da qualcun altro.
E chi è in grado di capire, capisca.
Twilight
Seduto ad un tavolino del bar della piazza, Enrico pensava che in fondo, non gliene fregava un cazzo di nulla di arrivare prima, come faceva sempre. Se anche passava meno tempo con quei tre coglioni stava anche meglio. E poi, adesso che anche Caterina se n’era andata chissà dove, si sentiva stranamente vuoto e leggero allo stesso tempo. Solo che non si sentiva del tutto tranquillo: possibile che quell’anno si rivelasse peggio del precedente? Dopo la drammatica conclusione di tre mesi prima, non voleva più pensarci.
Sentì qualcuno alle sue spalle e si voltò, trovandosi davanti alla ragazza più singolarmente triste che avesse mai visto: vestita con pantaloni e maglietta smanicata nera con le borchie e scarpe alte pure nere, portava lunghi capelli neri lisci e sciolti, aveva la pelle chiarissima e un vistoso trucco nero. Per tacere di tutti gli anelli, i braccialetti e le collane nere simboliche che sfoggiava. Forse era una dark. Questa penuria prese a parlargli con voce finta romantica e gesti vergognosamente teatrali:
“Quanta speme vi è in te, giovane scolaro che erri misero e sperduto lungo vie traboccanti vita e luce? Vi è dunque qualcosa di vero e sincero nella tua invereconda anima e nel tuo cuore, gonfio di gioia e ormai senza più rimorsi? Ascolta, o inerme viandante, le parole mie pronunciate all’ora settima e tre quarti vieppiù: apri a me il tuo cuore e riversa le tue più recondite paure, i tuoi pensieri, e tutto ciò che la tua mente fugge!”
Enrico si dovette fare forza per non vomitare, mentre la ragazza, con un ulteriore gesto vistoso, fece cadere dalla mano un fazzoletto rosa sporco di rossetto con ricamata la lettera D.
“Oh! Caddemi il fazzolettino! Lo prendereste?”
“Col cazzo! Ti è caduto su una merda.”
La ragazza, a quel punto, si demoralizzò del tutto. Enrico notò che aveva anche una peluria piuttosto vistosa sulle braccia. Un cane randagio di passaggio fece una pisciata sul fazzoletto.
“Hai il cuore arido come una pantegana morta!”
“Grazie, me lo segnerò. Tu chi cavolo saresti, poi?”
“Sono quella che riuscirà ad ammorbidirti, caro mio. Non aspettarti vita facile con me. Ti saluto, becero.”
“Non so chi tu sia, ma sei di sicuro la peggiore imitazione di una ragazza normale che io abbia mai visto.”
Lei alzò il dito medio e se ne andò, lasciando dietro di sé un orribile lezzo di Canal n°5. Il fazzolettino intanto si era trasformato in purissimo humus, la cosa più naturale che esistesse in quell’angolo di città. Enrico si prese la testa tra le mani, sospirando. Sarebbe stato un lunghissimo secondo anno.
Continua...