giovedì, 30 agosto 2007, ore 21:01

E il MOIGE imperversa sulla tv…

Qualche giorno fa, mentre me ne stavo bello svagato sulla veranda di una gelateria del centro a godermi una granita al cedro, sento passare dietro di me una coppia di giovani mamme con relativa prole. Senza un minimo di preavviso, uno dei due bambini presenti se ne esce con un: “Mamma, ma come è che si fa un ‘pompino’?”

L’amico davanti a me che ha ricevuto il mio sputazzo di granita in faccia non l’ha presa, per così dire, benissimo.

Aloha.

Twilight

Irenicus
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categoria : pillole e postille





martedì, 28 agosto 2007, ore 16:42

Ricordo, non molto tempo fa, in quello che adesso è il mio vecchio blog caduto in disuso, di aver scritto la parodia della canzone di Vasco Rossi 'Senza parole' per adattarla ad una delle mie devastanti esperienze catodiche. Non venne poi malaccio.

Del resto, io sono un misantropo. Il Misantropo Catodico, mi facevo chiamare. O più semplicemente Twilight.

Questo per spiegarci meglio.

Scrissi quella canzone dopo essermi svegliato da una notte piena di visioni di Sbarbara D'Urso che mi gridava 'vieni anche tu a fare triccheballacche' e di Malgioglio che mi minacciava brandendo una melanzana alla parmigiana. Una cosa spaventosa.

Mi svegliai di soprassalto per accorgermi di avere davanti un tale con la faccia da pomodoro bacato, non ricordo nemmeno bene chi cavolaccio fosse. Al che, ho urlato. Uh beh, a volte certe cose vanno concesse, no?

Bene, tempo due secondi e due trentunesimi e mi sono reso conto di avere davanti lo schermo della televisione accesa. Che cavolo. Al che, mi domando ad alta voce come accidenti abbia fatto ad addormentarmi davanti a questo scempio. qualcuno mi risponde 'perchè sei un autentico pirla'. Ci metto un po'a rendermi conto che nessuno poteva avermi risposto, poi vedo che è stato una cimice incastrata nella finestra che esala la sua ultima esalazione mefitica. Sono stato insultato da una cimice morente? Sto proprio messo da cani. E il peggio è che aveva anche ragione, merdola.

Insomma, tant'è che mi è uscita di getto quella rivisitazione del famoso pezzo del Vasco; che altro potevo fare? Nulla.

Però, la prossima volta, le cimici se ne stanno fuori dai coglioni.

Twilight

Irenicus
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categoria : sogni d horror





lunedì, 27 agosto 2007, ore 21:47

Ah, la sottile arte della moderazione.

Poco fa stavo giusto buttando un occhio (e nel caso anche due) ad una vecchia recensione cinematografica: parlava del famoso film scandaloso Conoscenza carnale. Gran film, se posso dire la mia. Il meglio tuttavia è arrivato quando ho letto dei tagli operati sulla pellicola (tanto per cambiare). Da “pezzo di troia rotta in culo”, “ti sta venendo duro” e “ti si sta alzando” sono intervenuti i puritani e li hanno trasformati in:

“pezzo di troia maledetta”;

“ecco, si sta muovendo”;

“reagisce benissimo”.

Vacca schiantata, che differenza. Un vero lavoretto di rettitudine morale, eh? Se avessi saputo che bastava questo, avrei evitato di inserire la frase “puttana merdosa” in un mio racconto e l’avrei sosituita con “puttana schifosa”.

Ma così eh, giusto per non fare incazzare come una pantegana qualche moralista.

Uh cazzo, ho detto “incazzare come una pantegana”?

Volevo dire “incazzare come una biscia”.

Porca merda, ho detto “cazzo”.

Mettiamo “pene” e che non se ne parli più.

Aloha

Twilight

Irenicus
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categoria : visti in giro





domenica, 26 agosto 2007, ore 15:52

Proprio oggi stavo leggendo dell’ultimo libro di Dan Brown mentre andavo in giro.

Cavolo, mica male. Penso.

Al che, ho ripensato ai due libri suoi che avevo letto, Il codice Da Vinci e Angeli e Demoni.

Mi era pure venuto un brivido lungo la gamba.

Poi mi sono accorto di aver schiacciato una merda.

Vaffanculo, Dan Brown.

Twilight

Irenicus
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categoria : pillole e postille





mercoledì, 22 agosto 2007, ore 21:49

E via che parte la prima rassegna. Questi sono i film che amo…o almeno, quelli che in teoria amerei, se non fossero talvolta una mazzuolata di castronerie degne della serie MASTER OF ERRORS. Ma ora partiamo con…

Ore 17:17 – ‘L’Iguana dalla Lingua di Fuoco’

Già il titolo mi metteva una certa apprensione, specie riguardo alle tematiche…si sa, i film di questo tipo (italian giallos anni 70) già faticano a trovare una storia convincente, figurarsi poi un titolo che c’entri col resto. Ma fa niente.

Sono come sempre posizionato sulla mia fedelissima poltrona basculante, succo di frutta alla mano e schermo selvaggio. Due minuti di film, ed è subito delitto: una giovane donna (cazzo, che novità) viene orrendamente sfigurata con del vetriolo e poi sgozzata con un deciso colpo di rasoio. Al che, sputo immediatamente la prima sorsata di succo ridendo come un tricheco.

No, non sono così cinico. Solo ho realizzato di aver appena visto una bambola di compensato verniciata male con la tintura che le si scrostava dal viso imbesuito, indi un rasoio che si piantava di punta nella gola della sventurata affettandola come cera. Eh beh, certo…in passato, altro che spade, pugnali o stocchi: rasoi da barbiere, appuntiti come non mai. Ma per favore. Non bastava l’effettaccio orripilante della donna finta? Che razza di ceffa.

Vorrei già spegnere, ma decido di proseguire imperterrito. Finalmente cominciano a vedersi i personaggi: l’azione (insomma, per dire…) si svolge in una lussuosissima ambasciata di un’imprecisata città estera, e i protagonisti sembrano una sfilata di bigotti con delle scope nel culo usciti dalla mente di Marina Ripa di Meana. Merda. Che cavolo di film è? Attacco il secondo succo e proseguo con la visione. Cominciano già a girare i primi sospetti, o almeno credo, visto che l’inquadratura continua a fare l’effetto fionda su ogni micragnoso paio di occhiali neri presenti in scena. Al quinto paio di occhiali, e a un passo dal vomito, arriva finalmente l’investigatore: una figura tristissima che tutto potrebbe ricordare tranne un investigatore…un uomo trasandato e macilento, con l’aria del pervertito in astinenza che si fa pizzicare al primo tentativo di approccio e viene scambiato per quello che effettivamente è: un sosia venuto male di Mino Reitano. Costui inizia le indagini…o, per meglio dire, inizia a fare casini vari nella famiglia dell’ambasciatore, il quale è acido peggio del digestivo Brioschi, e poi arriva alla svoltona del film: seduce la bella figlia dell’ambasciatore!

Che colpone di scena, eh?

Intanto i delitti continuano, sempre più insensati, sempre più a casaccio, mentre scopriamo un torbido retroscena sul passato dell’investigatore: durante un interrogatorio, aveva saccagnato di botte il sospettato e questo, dalla disperazione, si era fatto saltare le cervella di fronte a lui. Questo per spiegare il tipo di personaggio. Ma che fosse un pervertito l’avevamo già capito. E avevamo capito anche la sua predisposizione alla cazzata, quando si fa cogliere da brava pera cotta da due lottatori mentre si intrufola nella villa di Brioschi. A questo segue la scena più bella di tutto il film: la ripresa di un’autentica sutura alla testa. Non chiedetemi cosa c’entri, dico solo che senza quella il film è da buttare.

Quindi, non so perché, le riprese si spostano in un paese di montagna, dove Brioschi decolla con il bob facendo un rumore tipo aereo ultrasonico abbattuto. Solo il sonoro di questo film meriterebbe un discorso a parte. Con Brioschi temporaneamente fuori gioco, l’assassino tenta di ucciderne la figlia, ma guai a toccare la donna di Mino Reitano! Quest’ultimo torna a casa e scopre che l’assassino si sta impegnando a uccidere anche la sua di figlia, una ragazzetta perennemente nuda, dopo aver messo fuori combattimento la madre, un’anziana bolsa e rintronata che scimmiottava Miss Marple.

A quel punto, mi cade di mano il succo: scopre l’assassino così, per caso, senza nemmeno volerlo? Allora, non solo lui, ma anche l’assassino è un vero coglione. Tanto per intenderci (si, lo rivelo, tanto anche a saperlo non vi perdete niente), si tratta del figlio di Brioschi, che uccideva perché odiava la famiglia.

Merdola, che movente profondo. Ma non è finita qui: dopo rivela che il colpevole del primo omicidio (quello della bambola scrostata) è lo stesso Brioschi. Così, senza un vero perché, e soprattutto senza un vero come.

Porca padella. E pensare che è pure tratto da un romanzo, A room without door, di Richard Mann. A questo punto, l’unica cosa chiara di questo film è il perché il regista l’abbia firmato sotto pseudonimo.

Twilight

Irenicus
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categoria : cinema dannata





venerdì, 17 agosto 2007, ore 14:38

Bene bene, ora da bravo compare non mi resta che rispondere a tono al tuo primo post. Ho notato un grande pubblico ci segue, quindi cercherò di fare del mio meglio. Ora che circa il 30% degli italiani ci odia in quanto grande amante dei sms "affinità di coppia" o simili non abbiamo che farci odiare anche dall'altro 70%, sono certo non avremo grosse difficoltà.

Ripensandoci ci sei già tu qui sopra a fare del tuo peggio, credo che al momento me ne starò buono buono, ho una valigia da fare e parecchie migliaia di km da percorrere, magari una volta giunto a destinazione assieme a qualche foto arriverà qualcosa di interessante..

prima della tempesta

F.
Bagna83
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categoria :





lunedì, 13 agosto 2007, ore 19:57

'“Manda un sms con il tuo segno zodiacale e quello del tuo partner! Riceverai un simpatico totale di affinità di coppia! Inoltre, tutti i giorni, riceverai un sms aggiuntivo per sapere se ti ama ancora, se ti tradisce e se ti pensa!”

Ora, in quanti trovano questo messaggio orribilmente inquietante?

Già mi figuro una situazione tipica: una coppietta di svaporati in stato di ipertempesta ormonale. Lui è un classico ragazzotto di quartiere, un po’ coglione, con poche idee per la testa ma con principi (in)sufficientemente sani, un motorino truccato e tanti amici che ascoltano le sue cazzate ogni giorno ma che ormai si rifiutano di offrirgli da bere finchè non annuncia di aver fatto sesso. Lei invece la bamboletta svampitella sole-cuore-amoreeee-mica-pizza-e-fichi che passa gran parte delle sue giornate ad annegare tra le parole di ‘Cioè’, a farsi le trecce col filo di fragola, a mantenere da sola sette famiglie della Vodafone con i soldi che spende al cellulare, e che non riattacca se non quando il suo porcelletto non la chiama ‘suppostina mia’ almeno per tre volte di fila.

Tutto bene in mente? Ottimo.

Supponiamo che questa coppia incappi nella suddetta pubblicità. A lui non gliene fregherà una caterva di merdole, mentre invece lei si getterà a pesce su quel bellissimo servizio che realizza uno dei suoi sogni segreti. Così, mentre suo padre fa saltare un misuratore di pressione dopo l’altro di fronte alle bollette telefoniche della figlia, la sua trasformazione avrà inizio: sulle prime risulterà solo impaziente di ricevere il prossimo sms per sapere se il suo porcelletto la pensa. Se fossi in lui, quella dolce ‘suppostina sua’ la manderei a fare in culo, ma tant’è. Poi la trasformazione diverrebbe evidente e drammatica: telefonate a qualsiasi ora per sapere se effettivamente la pensa o, in caso contrario, a chi sta pensando (e lì, il porcelletto sarebbe già in crisi); visite improvvise e traumatizzanti per verificare se effettivamente non la sta tradendo…in caso contrario (ovvero, di sms che annuncia l’agghiacciante verità), tempeste di manrovesci sui marroni del poveraccio e una valanga di nomi da far impallidire i concorrenti del GF. A quel punto, lo sfortunato porcelletto entrerà in profonda crisi depressiva, rifiutando persino le partite di calcio con gli amici, salvo poi guarire non appena la sua squadra del cuore vince il derby. L’isterica suppostina invece, tornata a casa, si getterà sul letto facendo volare i pupazzi di Hamtaro ai quattro angoli della stanza piangendo come una vite e rifiutandosi di mangiare per i successivi due o tre giorni. Poi sodomizzerà il poster di Johnny Depp e passerà un periodo di stallo raccontando alle amiche che gli uomini sono tutti degli stronzi.

Questo come minimo. Per quanto riguarda me, a volte mi sento davvero fortunato a essere single: tremo al solo pensiero che la mia ragazza si presenti alla porta di casa mia un giorno dicendo con voce da Gollum: ‘Sei un infame bastardo traditore…tu hai un’altra, me l’ha detto l’sms!’

Ah beh, se l’ha detto l’sms allora…

Aloha.'

In quanti si ricordano questo post? Ah, che ricordi. Credo sia stato uno di quelli in cui sono riuscito a dare il peggio di me.

Perchè questo tuffo nel passato? Uh beh, potevo forse iniziare un nuovo capitolo blogghistico senza almeno dare un ultimo saluto a quello precedente? No, col cavolo. Anche se adesso alzerò il tiro, anche se adesso non sarò più solo un misantropo catodico, anche se adesso cambirò registro fregandomene della cesura, anche se adesso mi sono appena reso conto di aver sbagliato la coniugazione di tutti i verbi di questa frase...eh, mica poteva far finta che non ci fosse mai stato niente prima.

Ma ora sarà meglio di prima, alla faccia dei perbenisti e della censura. Ah, e per inciso, ho provato personalmente quel particolare servizio sms di cui parlo sopra. Pensate: mi a detto che la mia ragazza mi tradisce.

Cazzarola, che colpo. E dire che non ce l'ho nemmeno una ragazza.

Twilight

Irenicus
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categoria : il misantropo catodico